Se mio figlio va male in uno sport, dovrei comunque dirgli che “l’importante non è vincere, ma partecipare” o dovrei insegnarli che “vincere è l’unica cosa che conta”?
Se me lo permetti, seppur in ritardo, provo a darti una risposta.
Entrambe queste frasi, prese come valori assoluti, rischiano di fare un gran danno a tuo figlio.
Dire “l’importante è partecipare” quando le cose vanno male suona spesso come una consolazione di facciata o un alibi per non impegnarsi. D’altro canto, la filosofia del “vincere è l’unica cosa che conta” carica un ragazzo di una pressione distruttiva, facendogli credere che il suo valore come persona dipenda solo dal tabellone dei punteggi.
Se tuo figlio sta attraversando un momento difficile nello sport, non ha bisogno di slogan, ma di un genitore che faccia il genitore, lasciando che l’allenatore faccia l’allenatore.
Invece di concentrarti sulla vittoria o sulla sconfitta, sposta il focus su tre aspetti fondamentali:
- L’impegno e la crescita personale: La vera domanda non è se ha vinto o perso, ma «Hai dato il massimo oggi? Ti sei divertito?». Il successo nello sport giovanile non è la medaglia, ma il miglioramento rispetto a ieri e la capacità di superare le difficoltà.
- L’accettazione dell’errore: Sbagliare o andare male fa parte del processo d’apprendimento. Se eliminiamo il peso del “devo vincere a tutti i costi”, gli permettiamo di sperimentare, cadere e rialzarsi con le proprie gambe.
- L’amore incondizionato: Tuo figlio deve sapere che il tuo affetto e la tua stima per lui non cambiano di una virgola in base al risultato della gara.
Come genitore, il tuo compito non è allenarlo dalla tribuna né analizzare i suoi errori in macchina al ritorno. Il tuo compito è non aggiungere peso al suo zaino, offrirgli un porto sicuro e ricordargli che lo sport è prima di tutto un’esperienza per crescere e divertirsi.
Se vuoi approfondire come supportare al meglio tuo figlio nello sport senza cadere nella trappola di trasformarti nel suo secondo allenatore, ti invito a leggere l’articolo che trovi alla fine di questa mia risposta. Nel frattempo, abbraccia tuo figlio e digli che gli vuoi bene…
Hai una domanda anche tu? Scrivimi a info@giancarlofornei.com ti risponderò sempre e personalmente.
Giancarlo Fornei
PS. questa è la mia risposta originale che ho dato alla domanda su Quora.
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Come aiutare mio figlio nello sport: il genitore non deve diventare il suo allenatore


